da Londra, lunedì 29 giugno 2015

E' quasi tempo di crisi per la Grecia

 

La questione non è mai stata se la Grecia avrebbe fatto default nei suoi pagamenti, ma quando. E ora, il giorno della resa dei conti è improvvisamente vicino. Le banche della Grecia saranno chiuse per tutta la settimana, e sono stati imposti controlli di capitale ai suoi cittadini. Tale atto è sempre il primo passo verso il default - ed è ovviamente deflazionistico, con un effetto negativo sui mercati azionari.
Non c'è modo nel mondo razionale per cui l'economia della Grecia potrebbe crescere a un ritmo tale da poter mantenere i suoi enormi pagamenti del debito mentre è ancora nell'euro. E mentre il paese è in preda a austerità.

Sembra che l'oggetto inamovibile (es. La politica di 'dilazionare e far finta di nulla' da parte delle autorità della zona euro) ha incontrato una forza opposta inarrestabile (es. Scardinamento della zona euro).
Non commettere errori - con atteggiamenti di indurimento della Grecia nei confronti dei creditori, la musica è cambiata. Ciò segnala che i mercati sono nei guai, essendo cresciuti sullo stimolo del basso costo del denaro e del facile credito. Non sembrano più intenzinati a 'dilazionare e far finta di nulla' della politica passata. E hanno deciso di non buttare più soldi, che è un segnale molto negativo per i mercati degli asset.

L'accumulo del debito globale è così grande che è stimato essere cresciuto da 53.000 miliardi di dollari nel 2009 a 59.000 miliardi dollari di oggi. Con i tassi di interesse in aumento, gran parte di questo debito non sarà mai rimborsato - per non parlare del mantenimento della spesa per gli interessi.

Il debito è in forte aumento, ma gli investitori americani sono ancora rialzisti

 

          

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

            

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Non solo, ma gli investitori al dettaglio degli Stati Uniti sono ampiamente ottimisti circa il mercato. Gli ultimi dati AAII mostrano che gli investitori hanno improvvisamente avuto  voglia di investire - e sono diventati molto rialzisti.
I dati (da aaii.com) al 24 giugno mostrano che il rapporto tori/orsi è salito al 35%/22% (1.6), mentre la media storica è del 39%/30% (1.3).
Questo rapporto sembra soddisfare la sua funzione abituale come indicatore contrarian.

La reazione dei mercati azionari durante il fine settimana è stato decisivo.

Grafico cortesia di www.elliottwave.com

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